BIODANZA: LA DANZA DELLA VITA


Biodanza: cos’è, come funziona e a chi fa bene

Fare Biodanza è sentire il calore nel contatto delle mani quando ci si trova in cerchio. È appoggiare i piedi nudi sul pavimento della sala per ritrovare la stabilità che ci dà la terra. È incontrare lo sguardo di un altro essere umano, scoprendo che la stanchezza svanisce quando ci si connette da cuore a cuore.

In Biodanza nulla è obbligatorio perché è un tempo e uno spazio per noi, per prenderci cura del nostro corpo, delle nostre emozioni, del nostro stare bene.

Per questo motivo dopo un incontro di Biodanza sentiamo il corpo leggero, i pensieri sono positivi, sentiamo la carica giusta per affrontare la vita e le difficoltà si ridimensionano divenendo più gestibili.


In questo articolo ti racconto cos’è la Biodanza, perché è stata creata e cosa puoi aspettarti se decidi di provarla.


Che cos’è la Biodanza (metodo Rolando Toro)

La Biodanza è un’esperienza che si fa in gruppo.

E’ basata sull’espressione del nostro movimento naturale ed accompagnata da una serie di musiche scelte per favorire la manifestazione creativa di noi partecipanti.

E’ ormai presente in tutta Europa e nel mondo ed è nata negli anni ‘50 ad opera di Rolando Toro Araneda che fu educatore, psicologo, antropologo e poeta.

Le sessioni si svolgono in un contesto di fiducia, autenticità ed inclusione, libero da ogni giudizio, nel rispetto dell’individualità e della creatività di ogni singolo partecipante.

Fare Biodanza aiuta a rafforza il proprio benessere fisico ed emotivo in modo graduale, rispettando i tempi di ogni partecipante con una progressione che è attenzione ai bisogni di tutti.


Origine e significato del nome


Il termine Biodanza è l’unione di bios, dal greco vita e “danza” inteso come movimento naturale connesso all’emozione e pieno di significati: per questo è detta la Danza della Vita.


A cosa serve la Biodanza: benefici

La Biodanza funziona perché soddisfa i bisogni universali di tutti noi: la vitalità, l’affettività, la creatività ed il piacere di sentire il corpo attraverso il nostro movimento naturale ed autentico.

Ecco i benefici che apporta:

• aiuta a sciogliere le rigidità fisiche e le tensioni muscolari grazie ad esercizi specifici;

• rende i movimenti fluidi e armoniosi;

• stimola l’espressione creativa individuale e di gruppo;

• promuove l’inclusività e l’incontro con l’altro;

• riduce gli stati d’ansia da prestazione e da insicurezza.

Gli studi scientifici hanno dimostrano che l’effetto della Biodanza sia quello di ripristinare in modo equilibrato gli ormoni necessari per sentirti nel pieno delle proprie forze fisiche, mentali ed emotive.

Per questo motivo la Biodanza è in grado di aumentare la resistenza allo stress ed elevare il grado di salute e di benessere attraverso un percorso graduale e progressivo.


Qual è la differenza tra Biodanza e Danzaterapia?

La Biodanza è un percorso di crescita personale essenzialmente di gruppo basato sulla musica, sul movimento naturale, l’espressività e la relazione con il gruppo.

Essa è composta da una serie di esercizi accompagnati da musiche catalogate in grado di stimolare la spontaneità, la creatività, l’affettività ed il linguaggio emotivo.

Il suo scopo è quello di favorire la gioia di vivere, l’incontro con l’altro, l’integrazione con il gruppo e l’espressione delle proprie potenzialità attraverso movimenti naturali.

La Danzaterapia è un approccio clinico che utilizza il movimento corporeo e l’espressione creativa come strumento terapeutico in grado di promuovere l’integrazione fisica, emotiva e psicosociale dell’individuo. Ha un taglio più introspettivo e clinico, può essere fatta sia in gruppo che individualmente.

Il suo scopo è aiutare a superare i disagi psicologici, lo stress o i traumi attraverso l’espressione del linguaggio corporeo.


Cosa si fa nella Biodanza e cosa si prova

In Biodanza si danza creativamente da soli e in coppia, si sperimentano vari tipi di camminata, si incontrano le altre persone per entrare nel ritmo e nella melodia, per condividere l’allegria, la gioia di vivere, l’affettività ed il piacere di lasciarsi andare da soli e in compagnia, alle danze e alla musica

Questa è la spiegazione tecnica ma ora vorrei parlarvi di come mi sono avvicinata alla Biodanza e cosa ha significato per me.

Era il lontano 2015 e stavo cercando un percorso in cui potermi esprimere liberamente attraverso la musica e il movimento creativo perché non volevo un corso in cui dover imparare dei passi…

E’ stato Amore a prima Danza!

Già dai primi incontri mi sono sentita accolta e coccolata dal piccolo gruppo: tutte le proposte, gli incontri, le danze, le condivisioni mi hanno fatto sentire nel posto giusto al momento giusto.

Devo dire che fin da quando ero una giovane donna la musica, il ballo ed in generale la possibilità di esprimermi attraverso il movimento creativo, sono stati una parte importante di me.

Ma ciò che mi ha dato la Biodanza è stata l’opportunità di sentire ancora di più la gioia di vivere, il puro divertimento di immergermi nelle camminate e nelle danze da sola e in compagnia, la grazia e la bellezza nella ricerca del mio movimento creativo che si incontrava e si combinava con quello degli altri.

Altro elemento che mi ha fatto scegliere ed amare la Biodanza è stata la possibilità di vivere il legame che si è creato con il gruppo: l’abbondanza affettiva fatta di confidenza, fiducia, accoglienza e totale assenza di giudizio hanno conquistato il mio cuore.

Ed infine la vera “magia” della Biodanza: quella sensazione di benessere fisico, emotivo e della mente che ho provato e provo ogni volta che faccio una sessione e che mi fa sentire bene “nella mia pelle”.


Musica e movimento

In Biodanza la musica ha un ruolo essenziale: il linguaggio universale che parte dai nostri ritmi naturali (il battito del cuore, il camminare, il ritmo del respiro, attivazione-riposo) ed è in grado di giungere alle corde delle emozioni.

Tutte le musiche sono state sperimentate e catalogate dal suo ideatore (R. Toro) al fine di coinvolgere interamente la persona a partire dal corpo, dal movimento e dalle emozioni.

Quello che continua ad affascinarmi della Biodanza è che non c’è un modo giusto o uno sbagliato di fare un movimento o una danza ma solo modi diversi di esprimere l’emozione che si sto vivendo.

Non ci sono passi da imparare, non si ricerca un movimento perfetto ma solo il movimento che ci fa sentire a nostro agio all’interno del gruppo.

Con le musiche più allegre si sente la gioia, il divertimento e l’euforia per la condivisione mentre con quelle più lente possiamo rallentare il movimento e riposarci per recuperare le energie.


Il valore del gruppo e dell’incontro

Devi sapere che la Biodanza viene anche detta “la poetica dell’incontro” proprio perché aiuta a riscoprire la spontaneità dell’andare verso l’altra persona con un’apertura di cuore che è accettazione, empatia ed appartenenza ad un gruppo nel quale affidarsi ed esprimersi senza paura del giudizio.

All’inizio del mio percorso di Biodanza devo ammettere che mi sono sentita un po’ impacciata nei gesti dell’avvicinamento, del contatto e del distacco ma incontro dopo incontro ho iniziato a provare quella complicità-solidarietà che mi ha aiutata a creare, al posto della paura e del disagio, lo spazio per la confidenza e la spontaneità.

Il sapere che potevo contare sul gruppo nei momenti di difficoltà è stato molto importante perché mi ha insegnato ad affidarmi a loro e ad avere più fiducia in me stessa.

Perchè il valore del gruppo in Biodanza è proprio quello di sentirsi sostenuti, sapendo che c’è qualcuno che fa il tifo per te, che ti vuole bene a prescindere da tutto.

E così di sessione in sessione il mio coinvolgimento con il gruppo si è rafforzato, ho sperimentato il legame, sentendo la vicinanza emotiva e la possibilità di essere accettata anche nella mia imperfezione.

Attraverso gli incontri di Biodanza ridiamo vita al legame umano che ci unisce come specie: il gruppo diventa cassa di risonanza delle nostre emozioni, dei nostri bisogni, facendoci vivere la gratitudine dell’essere vivi, il piacere di giocare e divertirsi in un gruppo che diventa comunità.


Bisogna saper ballare?


Negli incontri di Biodanza non è necessario saper ballare, danzare e tanto meno imparare dei passi prestabiliti, basta la disponibilità a vivere un momento di benessere e spontaneità lasciando andare le tensioni corporee, l’ansia e la paura del giudizio.


Quanto dura una lezione di Biodanza?

Una lezione di Biodanza dura dall’ora per un gruppo di principianti, alle due ore nel gruppo di approfondimento.

Negli stage tematici di uno o più giorni, il tempo dell’incontro si può allungare fino a tre ore.


A chi fa bene la Biodanza e quando iniziare

Fare Biodanza fa bene a tutti: bambini, adolescenti, donne e uomini di tutte le età!

Ma ciò che mi interessa è sottolineare i benefici che apporta alle donne dopo i 50 anni.

Avete presente quella sensazione di appartenenza al gruppo, di sorellanza senza competizione che ci fa sentire a casa, quel sentirsi protette dall’assenza di giudizio e dal non dover dimostrare nulla?

Ecco il primo beneficio della Biodanza dopo i 50 anni: il miglior antidoto contro lo stress, la paura di invecchiare e del sentirci inadeguate perché il nostro corpo e gli ormoni stanno cambiando.

Nessun passo da imparare, nessuna coreografia, solo la disponibilità a vivere uno spazio e un tempo per noi stesse in cui prenderci cura del nostro star bene nel corpo e con le emozioni.

Questo è partecipare ad un percorso di Biodanza: divertirsi in gruppo, riscoprire il piacere del proprio movimento naturale, danzare per entrare nel ritmo della musica e, se si desidera, condividere ciò che affiora.

Se ciò che ti ho raccontato ti ha incuriosita, ti sei sentita attratta da questa bellissima pratica e ti interessa venire a provare, guarda i miei corsi di Biodanza e vieni a sperimentare la meraviglia di persona!

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