Il lavoro tra necessità e passione: il connubio è possibile?

Il primo maggio è la festa dei lavoratori: un occasione per riflettere sulla possibilità di realizzarci con il lavoro.

“Il lavoro
Chiese allora un aratore: parlaci del lavoro.
Ed egli rispose dicendo:
Voi lavorate per poter andar di pari passo con la terra e la sua anima. Poiché oziare significa diventare estranei alle stagioni, e uscire dalla processione della vita, che in fiera sottomissione avanza maestosamente verso l’infinito.
Quando voi lavorate siete un flauto che nel suo cuore volge in musica il mormorio delle ore.
Chi di voi vorrebbe essere una canna muta e silenziosa quando tutte le altre cantano insieme all’unisono?
Vi è sempre stato detto che il lavoro è una maledizione e la fatica una sventura.
Ma io vi dico che quando lavorate realizzate una parte del sogno più remoto della terra, a voi assegnata quando quel sogno nacque, Ed è nel mantenervi con fatica che voi in verità amate la vita.
E amare la vita attraverso la fatica significa essere molto prossimi al suo segreto più profondo.”

Khalil Gibran


Il tema del lavoro mi stimola alcune domande:

Da cosa è dettata la scelta degli studi?

Quali esigenze, bisogni e passioni ci guidano nella scelta del lavoro?

I sogni e le prospettive professionali possono cambiare nella vita?

Un unico lavoro o varie esperienze professionali?

Il detto “il lavoro nobilita l’uomo” a mio parere è vero e lo estenderei a ….nobilita anche la donna!

Intendo il senso figurato del verbo nobilitare cioè “elevare il nostro sé”.

Sì, perchè il lavoro lo intendo come una precisa scelta legata ad un’attitudine, ad un’aspirazione, ad una passione, che può cambiare nel tempo ma che è in grado di esprimere una parte del nostro sé e addirittura la vocazione che sentiamo di assolvere nel mondo!

Non sono arrivata a questa consapevolezza a 14 anni quando era ora di scegliere l’indirizzo scolastico dopo le medie.

Anzi…ero talmente immatura a quell’età che mi sono iscritta al liceo scientifico solo perché era frequentato dai miei amici……vi lascio immaginare il seguito!

Sono molte le variabili che possono far protendere per un tipo di studi o per un altro: l’indole, il caso, le aspettative dei genitori, gli interessi per alcuni argomenti, una passione giovanile già definita…..e altre non propriamente dettate da una precisa intenzionalità!

Forse anche a voi è successo di “sbagliare” la scelta della scuola superiore e di dover correggere il tiro, cambiando in corsa l’indirizzo scolastico!

A me è successo e, dopo i pianti, la disperazione e la vergogna per la bocciatura, ho maturato una scelta di studi più adatti alla mia indole e alle mie capacità, perseguendo la mia strada e diplomandomi come Assistente di Comunità Infantile.

La mia educazione famigliare legata al sociale, avere una nonna e una mamma insegnanti insieme al desiderio di prendermi cura degli altri, hanno sicuramente contribuito alla mia “seconda” scelta!

Così crescendo e maturando ho preso consapevolezza del lavoro che volevo fare: una professione educativa e riabilitativa con l’infanzia e con la disabilità.

Ho così intrapreso il corso triennale da psicomotricista e dopo 16 anni anche l’equipollenza del titolo di Laurea di primo livello.

E per quasi 20 anni mi sono pienamente realizzata nel lavoro che avevo scelto per passione e coerenza con i miei principi.

Durante quegli anni mi sono sperimentata nell’accompagnare verso la crescita tanti bambini normodotati e a riabilitare funzioni motorie, emotive e cognitive di altrettanti bambini diversamente abili.

E’ stata un’esperienza professionale e umana che mi ha aiutata a sviluppare ulteriormente la sensibilità verso la richiesta di aiuto, la capacità di accogliere e accudire l’Altro per favorire la crescita psicomotoria e le relazioni.

Ma ha anche scoperchiato il Vaso di Pandora aperto con la psicoterapia, attraverso la quale ho preso consapevolezza dei miei blocchi emotivi ma non sono riuscita a dare un senso all’impulso di prendermi cura degli altri anche a scapito di me stessa!

Quella mancanza di senso era presente nella mia esistenza personale ma anche in quella professionale….

Perché la mia anima desiderava altro, perché sentivo di avere il diritto di pensare a me stessa senza dovermi obbligatoriamente sobbarcare la cura degli altri.

E così, quando mi sono resa conto che il lavoro per cui mi ero formata e che avevo scelto con tanta passione, non mi rappresentava più….mi è stato chiaro il bisogno di agire un cambiamento.

Alla soglia dei 40 anni mi sono licenziata e mi sono presa del tempo per ascoltare quella parte che aveva bisogno di conoscersi di più, di sperimentare la dimensione più sottile dell’esistenza, per capire chi fossi, cosa volessi “fare da grande” e per seguire i miei sogni!

L’occasione, come ho già raccontato, è arrivata con un viaggio nella campagna pugliese che si è trasformato in un viaggio dentro di me e mi ha consentito di conoscere meglio e vivere più serenamente gli aspetti emotivi e caratteriali che mi procuravano disagio e sofferenza.

Da quella esperienza così importante ho dato il via alla mia crescita personale con tanti percorsi che si sono susseguiti negli anni, grazie ai quali sono la Donna e la professionista di oggi!

La mia trasformazione personale mi ha inevitabilmente portata a “cambiare pelle” anche professionalmente.

Negli anni a seguire mi sono formata e sperimentata come orientatrice professionale in corsi per adulti inoccupati in riqualifica professionale, ho fondato una piccola ditta di prodotti naturali per la cura del corpo e recentemente sono stata la segretaria di una dottoressa della famiglia.

Tutto questo per dire che darsi la possibilità di sperimentare fuori dalla zona comfort è un potente mezzo di consapevolezza delle nostre attitudini e dei talenti e di come la nostra capacità di adattamento creativo possa essere una risorsa fondamentale per il benessere personale e lavorativo.

La mia esperienza personale e professionale, andata dalla formazione corporea della psicomotricità, ai percorsi sulla femminilità, allo sciamanesimo fino ad arrivare alla Biodanza e al Gestalt Coaching, è così potuta confluite nel progetto CORPO ANIMA MENTE che con passione, speranza e resilienza sto portando nella mia realtà.

La sensibilità verso la ricerca del benessere del corpo e della mente rimane il “il fil rouge” della mia vita adulta.

La curiosità e l’attitudine verso la crescita personale è qualcosa che mi contraddistingue ed è un processo virtuoso ed infinito che mi ispira a creare percorsi per accompagnare le Donne, che dopo i 40 anni, sono disposte a connettersi con il proprio corpo vissuto e non idealizzato, si vogliono liberare dai giudizi esterni e sono pronte ad accettare i cambiamenti inevitabili del proprio corpo e della vita con amore, coraggio e gratitudine.

Se anche tu sei una Donna che sente di avere bisogno di un cambiamento di vita, di lavoro e di qualsiasi altra trasformazione che possa riportare l’energia per svegliarsi al mattino, allora sei nel posto giusto per:

– scegliere di affrontare situazioni personali e lavorative che un pò ti spaventano, per capire di essere più forte e resiliente di quanto pensi;

– decidere di fare un cambiamento perché non stai bene e lasciare andare ciò che non fa più per te;

– superare i tuoi pensieri limitanti per generare nuove idee e vedere problemi e/o difficoltà da un’altra prospettiva;

– rafforzare l’autostima e l’accettazione più autentica di te stessa, abbandonando l’idea di perfezionismo.

In qualità di Life Gestalt Coach ti sosterrò e ti sarò accanto in questo viaggio importante in cui scoprirai che puoi agire un cambiamento con coraggio, resilienza e fiducia in te stessa, sia per la tua vita personale che per quella lavorativa.

Allora visita il mio sito e scopri i percorsi che propongo alle Donne che come te sentono l’esigenza di un cambiamento per realizzarsi nella vita e nel lavoro.

Puoi compilare il modulo qui sotto per condividere le tue riflessioni ed avere informazioni.

    Se ti senti pronta, prenota una call conoscitiva.

    Ti aspetto con fiducia e gioia!

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