Imparare a dire di NO senza sentirsi in colpa.

Saper dire di no ad una richiesta senza sentirsi in colpa per noi donne è davvero difficile, a volte impossibile.

Credo dipenda dal fatto che fin da bambine ci hanno fatto credere che per essere amate dovevamo essere accondiscendenti, sempre disponibili e carine.

Così,una volta divenute donne, tendiamo a sacrificare qualcosa di noi stesse, senza renderci davvero conto del torto che ci facciamo.

Fortunatamente non per tutte.

Ci sono Donne capaci a dire no, a far rispettare i propri confini e a difendere i propri spazi con forza e determinazione.

Ma nella mia esperienza di Coach incontro ancora molte donne bloccate in questo meccanismo subdolo che faticano a dirsi “ho fatto abbastanza, ora penso a me” perché questo le fa sentire profondamente in colpa.

Arrivano da me frustrate, senza energia e arrabbiate perché si sentono in una spirale dalla quale è difficile per loro uscire.

Ed io le capisco molto bene perché è stata anche la mia esperienza del passato: ho compiaciuto, ho faticato a mettere confini chiari e sono stata accondiscendente fino a rischiare di perdere la mia parte più autentica e vera.

Il perché era semplice: avevo il sacro terrore di creare dei conflitti nel dire dei no, avevo paura di deludere gli altri e di sentirmi criticata o giudicata per le mie scelte.

Ho dovuto lavorare molto su me stessa, smantellando gli automatismi “negativi” nei quali ero incastrata e scoprire che un NO agli altri era un SI a me stessa, al mio valore come persona al di là del genere e del ruolo.


In questo articolo ti spiegherò in quale meccanismo ti incastri quando non riesci a dire di no e come fare per uscirne e metterti al primo posto nelle tue priorità.

Perché dici sempre “sì” in automatico

Proviamo a tornare bambine, quando due piccole parole “Si” e “No” ci hanno permesso di far conoscere ai nostri genitori i nostri confini ed il nostro temperamento: la ribellione e l’accondiscendenza ci accompagnano da allora.

E soprattutto la loro reazione al nostro esser oppositive e all’eccessiva disponibilità in qualche modo ha condizionato le nostre azioni di risposta.

Devo dire che da piccola dicevo parecchi NO: decisi, imperturbabili e senza diritto di replica.

Dall’adolescenza in poi le cose si sono complicate un po’ e l’accondiscendenza si è insinuata nella mia vita.


Einiziato a presentarsi quel meccanismo che io chiamo il “sì a tutti i costi”.

Un sì automatico che pensavo mi potesse proteggere dal non ferire nessuno, dal non disattendere le aspettative degli altri e sentirmi accettata, per non litigare e vivere serena.

Peccato che la serenità non arrivava mai e ad ogni “sì” io mi sentivo sempre peggio.

Ho lottato per anni contro questo meccanismo infido: sempre più insoddisfatta, paralizzata dai giudizi su di me, rimuginando su ciò che non ero riuscita a dire o a fare per rispettare me stessa.

Ed è solo dopo anni di lavoro su di me che mi è stato chiaro che se non ascoltiamo il nostro bisogno e fatichiamo a dire no, stiamo violando i nostri confini.

Dire di no è egoismo?

Ti sarà successo o ti sta succedendo di prodigarti per gli altri per non sentirti un’egoista.

Oppure quando provi a dire no ad una richiesta ti senti frenata e non riesci ad identificare precisamente il motivo.

Quella piccola parola di 2 sillabe si blocca in gola e una vocina nella tua testa ti dice “non puoi, non è giusto, questa persona ha bisogno di te”.

Tante donne sono ancora convinte che il prendersi cura di se stesse è una forma di egoismo.

Si sentono condizionate da ciò che pensano gli altri e per loro il no diventava un’opzione impossibile da considerare.

Ma essere sempre alla ricerca dell’approvazione degli altri è estenuante perché ti toglie energia e la libertà di essere autentica.

I sensi di colpa che ti fanno mettere per ultima

L’automatismo “negativo” di metterci al fondo della lista delle priorità è molto frequente in noi Donne soprattutto se dobbiamo destreggiarci tra lavoro e impegni famigliari.

Tendiamo a mettere i bisogni degli altri prima dei nostri, spinte da una sorta di “dovere” di madre, di moglie e a volte di figlia nei confronti dei nostri genitori.

E se non assolviamo a questo dovere implicito ecco che ci sentiamo in colpa.

Ci sentiamo ingrate e meritevoli solo quando tutti sono sistemati: allora sì che possiamo crollare sfinite sul divano senza un grammo di energia per noi stesse.

Decidere di gestire troppe cose, sovraccaricandoci di impegni e di responsabilità ha un impatto sulla nostra vita: portare uno “zaino” sulle spalle nel quale accumuliamo macini e perdiamo di vista i nostri bisogni e il diritto di esistere.

E’ come se nella nostra testa scattasse un pensiero insistente e fastidioso per il quale se prendiamo tempo per noi in qualche modo lo sottraiamo a qualcuno o a qualcosa di più importante o urgente.


Ma la cosa più grave è che se ci proviamo, il senso in colpa o il sentirci delle egoiste arriva a cascata e il tempo per noi non arriva mai.

Sensi di colpa verso i figli o il partner

Io non sono madre ma le mie più care amiche hanno figli e lavoro con molte donne che sono madri e c’è un sentimento che le accomuna: il senso di colpa nel darsi del tempo per sé.

Poi c’è l’aggravante dei bambini piccoli allora il senso di colpa le rende quasi impossibilitate a trovare un momento per sé.

Sovente mi dicono che è un problema di organizzazione e di tempo sottratto ai figli e alla famiglia.

Come se una madre non possa meritare di soddisfare i propri bisogni, di divertirsi e di pensare a se stessa ogni tanto.

Si tratta di approvazione sociale?

Del timore del sentirsi giudicate?

A me sembra che il problema sia più radicato nella fatica “ancestrale” di noi donne a darci il permesso di pensare a noi stesse senza sentirci in colpa ed egoiste per questo.

Perché sovente non si tratta di mancanza di tempo ma di priorità che non ci diamo, azzittendo quel bisogno vitale di cura e ascolto delle nostre esigenze.

Prendersi tempo per sé, che fatica!

Quando è successo che dedicarci del tempo per esprimerci, divertirci e ricaricarci è diventato un lusso che è quasi impossibile permetterci?

Eppure quando eravamo ragazzine avevamo hobby e passioni che abbiamo letteralmente chiuso a chiave in cassetti talmente profondi che ce ne siamo completamente dimenticate.

E allora come fare a rispolverare una passione giovanile per liberare la creatività, ricaricandoci di quella energia vitale necessaria affrontare i momenti più difficoltosi con una marcia in più?

Il senso di colpa perché sei felice

Perché lasciarti vivere e sopraffare dagli eventi senza fermarti ad ascoltare quella flebile vocina che ti dice: “quando arriverà il tempo per me stessa?” può metterti nelle condizioni estreme di sentirti in colpa per la tua felicità.

Allora prima che arrivi quel sentimento ti fa sentire non meritevole della tua felicità, che ti toglie la libertà di decidere della tua vita perché sei troppo preoccupata a soddisfare i bisogni di chi pensi ne abbia più bisogno di te, puoi fare una cosa:

ascoltare il tuo corpo.

Quando è giusto dire no: te lo dice il corpo

E sì perché il nostro corpo registra ogni “no” mascherato da “si” prima che la mente se ne accorga perché è un meccanismo di allarme istintivo che ci dovrebbe proteggere.

Ma le donne che faticano a mettere i confini hanno imparato a non ascoltare questi allarmi, a tenere duro, letteralmente a stringere i denti, mentre il loro corpo grida.

Ne sa qualcosa la mia pelle che per anni ha avuto ogni sorta di eritemi, dermatiti, allergie e psoriasi.

Qualcuna invece conosce quella sensazione allo stomaco quando dice “va bene, nessun problema” ma ogni cellula vorrebbe gridare: NON SONO DISPONIBILE.

Oppure dopo certe chiacchierate la tua testa sembra scoppiare perché quella persona ha scaricato su di te i suoi problemi senza chiedere permesso.

E anche la stanchezza cronica che ti affligge è un segnale che ti sei prodigata più di quello che avevi da dare, oltrepassando il tuo limite.

Il corpo ti sta urlando di prenderti cura dei tuoi bisogni, ti sta chiedendo una pausa per ascoltarti e ripartire da lì per mettere i giusti confini e iniziare a dire un primo NO che è un SI a te stessa!

Ma come?

Il Coaching per ridisegnare i giusti confini

Hai mai sentito parlare di Coaching?

Il Coaching è un percorso di crescita e sviluppo personale che parte dall’ascolto del corpo per aumentare la conoscenza di sé, delle proprie emozioni e dei propri bisogni.

Per questa ragione è uno strumento molto efficace per affrontare in modo costruttivo la difficoltà a metterci al primo posto, nel far valere i nostri bisogni senza sentirci in colpa nell’esprimere il diritto di esistere come persone al di là dei nostri ruoli famigliari e sociali.

Il mio primo passo per capire cosa stava dietro al meccanismo del “sì a tutti i costi” è stato intraprendere un percorso di crescita personale al quale ne sono succeduti molti altri che mi hanno sostenuta nell’esplorare chi ero e cosa davvero volevo.

Questo è ciò che faccio nei miei percorsi di Coaching: accompagno e supporto le donne ad ascoltare i segnali del proprio corpo per ridisegnare i giusti confini.

Per ogni donna è una conquista diversa: la capacità di dire no, il prendersi tempo e spazio per sé, dedicarsi a ciò che fa sentire bene ma soprattutto sentirsi libere dai giudizi altrui.

A volte è difficile assumersi la propria responsabilità perché è più semplice e apparentemente meno doloroso, dirsi che la colpa è degli altri e sentirsi vittima delle situazioni.

Ma le relazioni in cui non ci sentiamo libere di dire un SI e un NO autentici, sentendoci in colpa, sbagliate o irriconoscenti non sono costruttive e insultano il nostro valore personale.

E se passare dal “no” al “sì” ti sembra ancora difficile, non preoccuparti…è del tutto normale.

Sovente ci vuole tempo per lavorare sui propri automatismi e apportare anche piccoli cambiamenti.

Perché rimanere nella nostra zona di comfort ci fa sentire al sicuro, ci sembra di proteggere un equilibrio ma corriamo il grande rischio: quello di perdere noi stesse!

E se ne parlassimo io e te in una call gratuita di 30 minuti?

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