L’importanza del contatto, dell’abbraccio e del sentirsi accolti nella sessione di Biodanza.
“ In questo momento ho bisogno di un’unica cosa: un abbraccio. Un gesto antico quanto l’umanità.”
Paulo Coelho
Penso che l’esigenza di un contatto fisico sia innata nell’essere umano.
Il potere del contatto si sviluppa dai nostri primi respiri ed è fondamentale per il nostro benessere fin dalla nascita: è vitale per placare il nostro pianto da neonati, per regolare la respirazione e la frequenza cardiaca oltre a facilitare la nostra crescita fisica e psicologica.
E anche crescendo ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha sperimentato quanto l’abbraccio di una persona cara sia un vero toccasana oltre ad essere essenziale nei momenti di sconforto e di sofferenza.
Perchè l’abbraccio è una forma potente di comunicazione, che permette la condivisione di emozioni come la gioia, la gratitudine, la serenità ed ha il potere di consolidare il legame sociale e affettivo, andando oltre le parole.

E’ altrettanto vero che una volta cresciuti, le propensioni personali al contatto fisico possano variare.
Qualcuno può avere un senso di spazio personale più ampio, preferendo mantenere una certa distanza fisica: in questo caso gli abbracci potrebbero far sentire queste persone a disagio e dare la sensazione di un’invasione dello proprio spazio.
In altri casi le disposizioni riguardo al contatto fisico sono influenzate o dettate da fattori culturali: in alcune culture o contesti sociali il contatto fisico può essere meno comune o addirittura inopportuno.
A volte invece capita, a chi ha ricevuto pochi abbracci durante l’infanzia, di evitare gli abbracci per proteggersi da ricordi o emozioni negative.
Ed è proprio questa la mia esperienza: una famiglia numerosa (siamo 5 figli nati molto vicini!) che non mi ha consentito di avere tutti gli abbracci di cui avevo bisogno dai miei genitori, molto indaffarati nelle cose pratiche della vita e culturalmente non avvezzi ….per così dire… alle “smancerie”…..chi è nat* e cresciut* alla fine degli anni ‘60 forse mi capirà!!!
Per tutta l’adolescenza e la pubertà ho sentito una duplicità dentro di me: tanto più evitavo o mi faceva sentire a disagio il contatto fisico, tanto più ne sentivo la mancanza!
Da giovane donna è diventato per me indispensabile approfondire l’origine di questa sensazione di inquietudine e di malessere che mi condizionava nelle relazioni affettive e amicali.
L’approdo alla psicoterapia mi ha sicuramente aiutata a prendere più confidenza con gli abbracci e con gli scambi affettivi.
Ma è da quando ho iniziato a praticare la Biodanza che tutto è cambiato per me!

Attraverso gli incontri di Biodanza ho potuto ridare vita al legame umano che ci unisce come specie, il gruppo che è diventato cassa di risonanza delle mie emozioni e dei miei bisogni, facendomi vivere la gratitudine dell’essere viva, l’abbondanza dello scambio affettivo, il piacere di condividere la vita in un gruppo affettivo.
In modo progressivo e con i miei tempi, ho così recuperato la disponibilità di lasciarmi andare a tutti quegli abbracci che sono mancati nella mia infanzia sentendomi accolta, amata e protetta!
Di sessione in sessione ho scoperto il potere dell’abbraccio: un linguaggio silenzioso fatto di calore, affetto e sostegno che mi fa sentire amata e riconosciuta nella mia unicità.
Ora con gli abbracci celebro la felicità condivisa, i momenti di gioia, comunico il mio affetto alle persone care, mentre durante le difficoltà e i momenti bui, gli abbracci diventano un porto sicuro in cui trovare e dare conforto e consolazione.
L’energia che fluisce nell’abbraccio da cuore a cuore, ha lenito le mie ferite emotive e mi ha aiutata a creare profonde connessioni e legami affettivi importanti.

Qual’è la tua esperienza rispetto al tema del contatto tanto importante quanto delicato e profondo?
Se vuoi condividere le tue riflessioni puoi farlo compilando il modulo qui sotto e visitare il mio sito per approfondire con i percorsi di crescita personale che propongo.

Andrea Lombardini